DIVISIONE EREDITARIA

L’atto di divisione ereditaria è uno strumento giuridico mediante il quale avviene la cessazione dello stato di comunione esistente tra più soggetti in relazione a un determinato bene immobile. Con essa, infatti, si stabilisce l’attribuzione a ciascuno dei soggetti della proprietà esclusiva di parte del bene comune.

Al contempo, si stabilisce l’attribuzione a ciascuno dei soggetti della proprietà esclusiva di una parte del bene comune, corrispondente per valore alla quota spettante di diritto.

Questo avviene di solito quando più persone, “Eredi”, accettano la loro quota di eredità e si accordano per dividerla in parti uguali.

Pensiamo ad esempio a un immobile, l’atto di divisione consiste nel passaggio dalla titolarità comune a più soggetti all’attribuzione per ogni soggetto di una parte ben definita del fabbricato, secondo la quota a lui spettante.

L’argomento qui trattato è molto comune.

Pensiamo ad esempio a un fabbricato che due coniugi defunti lasciano in eredità ai figli.

Spesso capita che il fabbricato (ad esempio una corte o un edificio su vari piani) sia di dimensioni tali da poter essere diviso in più unità immobiliari.

Nel caso in cui si riesca a fare una suddivisione che rispecchi esattamente le quote spettanti ai vari soggetti,si parla di semplice divisione e in questo caso l’atto è assoggettato all’imposta di registro con l’aliquota 1% e alle imposte catastale e ipotecaria in misura fissa.

Nel caso invece dove gli eredi non pervengano a una decisione unanime relativa alla divisione dei beni ereditati, allora in quel caso si parla di Divisione Giudiziale.

In questo caso il Giudice, su domanda di uno qualsiasi dei coeredi, può provvedere alla ripartizione del patrimonio ereditario e quindi allo scioglimento della comunione.

Come si procede in questo caso?

Uno qualsiasi degli eredi si rivolgerà al tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, che coincide con l’ultimo domicilio del defunto. Ciò anche se i beni che ricadono nella comunione si trovano in un luogo diverso.

La domanda di divisione viene presenta al Tribunale con un atto di citazione che deve necessariamente essere redatto da un avvocato.

Il processo di divisione davanti al Giudice è strutturato in due fasi:

1. La prima ha per oggetto la verifica del diritto di ciascun coerede a conseguire la propria quota ereditaria;

2. La seconda è volta alla formazione delle porzioni di beni corrispondenti a ciascuna quota e alla loro attribuzione a ciascun coerede.

La prima fase è gestita esclusivamente da un Giudice.

La seconda fase consiste nella vera e propria scelta dei beni che andranno a comporre le singole quote e si svolge in tre passaggi successivi:

1. Definizione della massa da dividere;

2. Formazione delle porzioni;

3. Attribuzione di ciascun lotto a ciascun coerede.

Da notare che questa seconda fase può essere seguita direttamente da un Giudice (divisione giudiziale), oppure può essere delegata dal Giudice a un notaio (divisione giudiziale notarile).

In caso di divisione giudiziale, il Giudice redige il progetto di divisione avvalendosi di esperti.

Anche in caso di contestazioni tra gli eredi, il Giudice ha comunque facoltà di assegnare le quote ai rispettivi eredi.

Dopo che eventuali contestazioni sono state risolte e il progetto divisionale è diventato esecutivo, le singole quote possono essere attribuite a ciascun coerede. Se i coeredi hanno quote tra loro diverse, le stesse porzioni sono assegnate direttamente ai coeredi cui spettano. Se i coeredi concorrono tutti in misura uguale (ad esempio, tre eredi che concorrono ciascuno per un terzo) e non trovano un accordo sulla ripartizione, l’assegnazione di ciascuna porzione avverrà mediante estrazione a sorte.

L’estrazione a sorte

Sia in caso di divisione giudiziale che in caso di divisione notarile giudiziale, l’estrazione a sorte di quote tra loro uguali deve essere disposta dal Giudice con un’apposita ordinanza o con sentenza.

Il sorteggio avviene in presenza di tutte le parti o dei loro avvocati e può essere delegato a un Notaio

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